Coronavirus: l’automotive si prepara a ripartire con una “fase 2” anticipata

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La task force istituita per organizzare la cosiddetta “fase 2” sta vagliando diverse possibilità, tra cui la riapertura del settore automotive seppur con le dovute precauzioni.

La task force istituita per organizzare la cosiddetta “fase 2” sta vagliando diverse possibilità, tra cui la riapertura del settore automotive seppur con le dovute precauzioni.

Ancora non è del tutto chiaro quando e in che modalità il lockdown allenterà le sue maglie. La Task Force recentemente costituita sta valutando diverse opzioni e nei prossimi giorni dovrebbe già essere in grado di fornire al governo una relazione tecnica a riguardo.

Rumors sempre più insistenti indicano che una possibilità tutt’altro che remota sia quella di far ripartire in maniera anticipata – anche prima del 4 maggio – alcuni settori, tra cui quello automotive (come conferma il Sole 24 Ore qui).

L’automotive si rimette in moto

E così più di un indizio fa pensare che il settore retail automotive (tra i più penalizzati dal necessario lockdown) possa iniziare a programmare la sua riapertura, anche se con tutte le precauzioni e le limitazioni del caso che saranno indicate dalla task force.

Certo, è ancora presto per dire che il peggio è passato. Ma dopo un periodo così nefasto, questa – se sarà confermata – non potrà che essere celebrata come un’ottima notizia.

Dall’inizio del lockdown il lavoro da remoto e le piattaforme digitali hanno aiutato gli operatori del settore a rimanere vigili almeno nell’after sales, supportandoli nelle attività di assistenza al cliente. Le concessionarie hanno iniziato, gioco forza, a dare ancora più peso al digital con l’attivazione di programmi specifici per rimanere vicini al cliente. Ed è proprio da queste scelte come queste, ora più consapevoli, che tutto potrà ripartire.

Il peso della relazione

Con la riapertura, il messaggio più chiaro che le concessionarie dovranno inviare ai propri clienti è tutto incentrato sulla serenità: “ci siamo, siamo qui per te, come sempre”. Questo è il primo passo per riaccendere una relazione costruita con impegno nel tempo e interrotta bruscamente dal coronavirus.

Ma la società in cui viviamo, il 9 marzo scorso, non è stata solo fermata. È stata costretta a rivedere le proprie priorità, le proprie abitudini e i propri bisogni, generando anche un’esigenza del tutto nuova di relazione tra persone e persone e tra clienti e brand, sicuramente più diretta e più intima.

Per dialogare al meglio con il nuovo prototipo di cliente “post-covid19”, le concessionarie dovranno dotarsi di tutti gli strumenti più idonei per perseguire strategie di comunicazione e vendita più personali e che tengano conto del mobile, il dispositivo più utilizzato durante la quarantena che sicuramente rimarrà un punto fermo nelle abitudini d’uso del cliente del presente e del futuro.

Necessario quindi dotarsi della propria app che, installata sullo smartphone del cliente, consente alla concessionaria di veicolare più facilmente e in maniera targettizzata tutte le proprie iniziative, offrendo così un’esperienza di valore.

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